← Blog

Confronti · 24 agosto 2026

Alternativa a Evernote in italiano: ho usato Evernote per anni, poi ho costruito Itomori

Non è un articolo contro Evernote. È il racconto di una domanda che mi faceva perdere le idee, e di cosa ho costruito per non domandarmela più.

A sinistra uno schedario a inchiostro con dieci cassetti chiusi, ognuno con la sua etichetta; a destra le stesse etichette staccate e infilate su un filo teso, con un punto vermiglio in fondo.

Evernote è stato il primo posto dove ho messo qualcosa che non volevo perdere. Per molti è ancora l'unico: c'è chi ci tiene dentro quindici anni di vita — ricevute, biglietti aerei, appunti di riunioni di aziende che non esistono più. Quel peso non è un difetto: è la prova che ha funzionato.

Quindi mettiamo subito in chiaro una cosa: non ho costruito Itomori perché Evernote sia fatto male. L'ho costruito perché parte da una domanda che a me costava care le idee. Qui provo a spiegare quale, cosa cambia in pratica, e soprattutto in quali casi ti conviene non cambiare app.

Cosa Evernote fa meglio di Itomori

Comincio da qui, perché è la parte che di solito questi articoli saltano.

Evernote è un archivio, e come archivio è molto più capace. Ritaglia pagine web con un clic e te le conserva com'erano. Ci metti dentro PDF, fotografie, scansioni, e li ritrova cercando anche il testo dentro le immagini. Regge allegati, taccuini condivisi con un gruppo, un'app desktop matura, vent'anni di stratificazione. Se il tuo problema è conservare documenti e ritrovarli fra dieci anni, Itomori non è nemmeno in gara — e non ci proverà.

La domanda che fa perdere il pensiero

Il modello di Evernote nasce da un mobile d'ufficio: taccuini, cioè cassetti. Ogni volta che salvi qualcosa, prima di salvarlo, devi rispondere a una domanda: in quale taccuino lo metto?

Sembra una micro-decisione. Non lo è, per due motivi.

Il primo è che arriva nel momento più fragile. Un pensiero appena nato dura pochi secondi. Se in quei secondi ti chiedo di classificarlo, ti ho spostato dall'avere l'idea al catalogarla — due attività diverse, e la seconda spegne la prima. Guidando, camminando, in fila alla posta, quella domanda basta a farti dire «poi lo scrivo». Poi non lo scrivi.

Il secondo è che la risposta giusta non esiste. Un appunto su un progetto con un cliente del settore vino va in «Progetti», «Clienti» o «Vino»? Qualunque cassetto scegli oggi, fra tre mesi lo cercherai nell'altro. È lo stesso difetto delle cartelle, di cui ho scritto per esteso: ti obbligano a indovinare oggi dove cercherai domani.

Quanto costa Evernote, e quanto costa Itomori

È la domanda che tutti fanno per prima, e la risposta più utile non sta nel prezzo dei piani a pagamento: sta in cosa puoi fare senza pagare.

Piano gratuitoEvernoteItomori
Numero di note50illimitate
Taccuini / cartelle1non esistono, per scelta
Dispositivi sincronizzati1tutti
Note vocali trascritteincluse
Carta di creditonon servenon serve

Cinquanta note e un dispositivo solo: è un piano gratuito pensato come vetrina, non come posto dove stare. Il piano gratuito di Itomori è gratuito per sempre, e soprattutto non mette un tetto al numero di note — perché limitare le note significa punire proprio chi sta trovando valore nello strumento.

Sui piani a pagamento, Evernote parte da 12,99 € al mese per il piano Starter e arriva a 21,99 € al mese per l'Advanced, con lo sconto consueto se paghi un anno in anticipo. Cifre che per un archivio ben tenuto possono valere benissimo la spesa — ma che vanno confrontate con quello che ti serve davvero, non con la colonna delle funzioni più lunga.

I prezzi e i limiti indicati sono riferiti alla data di pubblicazione di questo articolo: entrambi cambiano, e conviene sempre controllare sul sito ufficiale.

Da dove sono partito io: dalla voce

Voceregistri un pensieroTestotrascrizione automaticaContenutipost · email · speech

Itomori nasce dall'altra estremità del problema. Non da «dove lo metto», ma da quanto ci metto a dirlo. Apri, premi, parli trenta secondi, chiudi. Nessun campo da compilare, nessun cassetto da scegliere, nessun titolo da inventare: il titolo lo scrive lui dopo, leggendo quello che hai detto.

È una differenza di mestiere, non di funzioni. Evernote ti chiede di archiviare bene. Itomori ti chiede solo di non perdere il pensiero, e si prende lui il resto: trascrive, dà un titolo, riassume, estrae i punti e le cose da fare.

Ritrovare senza ricordare

La domanda ovvia è: se non metto niente in ordine, come ritrovo le cose?

Con un archivio a cassetti, per ritrovare devi ricordarti come l'avevi chiamato e dove l'avevi messo. Ma se ricordassi già entrambe le cose, non avresti bisogno di cercarlo.

Itomori cerca per significato. Chiedi «cosa avevo detto sul prezzo» e trova la nota in cui parlavi di «quanto farlo pagare», che non contiene la parola «prezzo» da nessuna parte. E in fondo a ogni nota trovi le altre che ne parlano, senza che tu abbia messo un'etichetta: il filo lo intreccia lui. È lo stesso motivo per cui i tag qui non sono etichette da scegliere.

Dalle note ai contenuti, senza ricopiare

C'è un terzo pezzo che in un archivio non esiste proprio, ed è quello che uso di più. Da una nota — anche da una dettata a voce mentre guidavo — chiedo un post, un'email, una bozza di articolo o una traccia per parlare, e in una quindicina di secondi ho un testo scritto con le mie parole, non con quelle di un'AI qualunque.

È il terzo gesto del metodo delle 3C: cattura, connetti, crea. Un archivio si ferma al primo.

Dove stanno i tuoi dati

Per chi lavora in Italia è una domanda pratica, non ideologica. Itomori è ospitato in Europa: il database sta a Francoforte e gli audio su object storage europeo. È nato in italiano — non è un prodotto americano tradotto — e le trascrizioni funzionano sulla lingua che parli davvero, con i nomi e i modi di dire che usi.

Cosa Itomori non fa, e cosa arriverà

Per essere utile, questo confronto deve dire anche dove conviene restare dove sei.

Non ci sono cartelle né taccuini, e non è una funzione mancante: è una scelta — l'ho spiegata per esteso, ed è quella su cui il prodotto sta in piedi. Se il tuo modo di lavorare si regge su una gerarchia curata a mano, Itomori ti sembrerà disordinato.

Non è un archivio di documenti. Niente ritaglio di pagine web, niente scansione di ricevute, niente ricerca dentro i PDF. Se cerchi il posto dove tenere le fatture del 2019, non è questo.

Le note condivise non ci sono ancora, ma arriveranno: oggi Itomori è un secondo cervello personale, e il lavoro a più mani è la direzione naturale.

Come portare le tue note da Evernote

Qui devo essere preciso, perché è il punto dove questi articoli di solito promettono troppo. Oggi Itomori importa .md, .txt e .docx; l'importazione diretta dei file .enex di Evernote è in lavorazione. Nel frattempo da Evernote la strada passa da un'esportazione e da una conversione.

Ed è anche il motivo per cui non ti consiglio di traslocare tutto, nemmeno quando quella importazione ci sarà. Il mio suggerimento è l'opposto: lascia il tuo archivio dov'è e prova Itomori per un paio di settimane solo sulle idee nuove, quelle che oggi non salvi da nessuna parte perché catturarle costa troppo. Se dopo due settimane ti accorgi che è lì che finiscono i pensieri che contano, il trasloco lo decidi allora — con dati veri, non con una promessa.

Evernote o Itomori: come scegliere

Resta su Evernote se il tuo problema è conservare: documenti, ritagli, scansioni, allegati, materiale condiviso con un gruppo, un archivio che deve durare decenni ed essere consultabile per parola esatta.

Prova Itomori se il tuo problema è non perdere: idee che arrivano in macchina o camminando, riunioni da trascrivere, pensieri sparsi che vorresti ritrovare collegati fra loro e trasformare in qualcosa di scritto.

E se le due cose convivono — succede spesso — non c'è niente di male a tenerle entrambe: l'archivio da una parte, il posto dove pensi dall'altra.

Due mestieri diversi

Non credo che Itomori sostituisca Evernote, e non l'ho costruito per quello. Sono due strumenti che rispondono a due domande diverse: dove conservo questa cosa? contro come faccio a non perdere questo pensiero?

Se la prima domanda è la tua, resta dove sei: sei nel posto giusto. Se invece ti capita spesso di avere un'idea in macchina e di ritrovartela svanita al semaforo dopo, allora il problema che ho provato a risolvere è il tuo.

Inizia da un pensiero.

Gratis per sempre · nessuna carta richiesta.

Domande frequenti

Evernote è ancora gratis? E quanto costa?
Un piano gratuito esiste ma è molto limitato: 50 note in tutto, un solo taccuino e la sincronizzazione su un solo dispositivo. Superate quelle soglie si passa ai piani a pagamento, che alla data di questo articolo partono da 12,99 € al mese (Starter) e arrivano a 21,99 € al mese (Advanced). Il piano gratuito di Itomori è gratuito per sempre, non mette limiti al numero di note e funziona su tutti i dispositivi.
Qual è la migliore alternativa a Evernote in italiano?
Dipende da cosa ci fai. Se ti serve un archivio di documenti con ritaglio delle pagine web e ricerca dentro i PDF, nessuna app di note vocali lo sostituisce. Se invece il tuo problema è catturare pensieri prima che svaniscano e ritrovarli senza ricordare dove li hai messi, un secondo cervello come Itomori è progettato per quello, ed è nato in italiano.
Posso importare le mie note da Evernote a Itomori?
Oggi Itomori importa file .md, .txt e .docx, quindi da Evernote serve un passaggio di conversione. L'importazione diretta dei file .enex è in lavorazione. Nel frattempo il consiglio è di lasciare l'archivio dov'è e provare Itomori solo sulle idee nuove.
Perché Itomori non ha le cartelle?
È una scelta, non una funzione mancante. Le cartelle obbligano a decidere dove va un pensiero nel momento in cui nasce, che è il momento in cui è più fragile, e a indovinare oggi dove lo cercherai domani. Itomori collega le note per significato, così si ritrova senza dover ricordare dove si era messo.
Le note di Itomori si possono condividere con altre persone?
Non ancora: oggi Itomori è un secondo cervello personale. Le note condivise sono previste e arriveranno.